Assemblea dei Pensionati CRT del 25/05/19: Intervento dell’Avvocato Santilli

Nel caso in cui il Fondo Pensione Ex Banca CRT, nell’ambito della fusione con il Fondo di Gruppo Unicredit, decidesse di offrire a Voi pensionati uno “zainetto” sarà importante fare alcune riflessioni, voglio quindi offrirvi qualche spunto e punti di vista forse non così immediati.

In primo luogo, bisogna chiedersi come verranno tassati i futuri zainetti?

Attualmente le pensioni del Fondo godono di un trattamento fiscale agevolato, infatti la vostra pensione non viene tassata sull’intero importo, ma solo sull’ 87,50% del suo ammontare, mentre il restante 12,50% è “esente” da imposte.
In pratica una pensione del Fondo di ipotetici 100 euro mensili viene tassata solo su 87,50 euro!
Questo accade perché su 12,50 le imposte erano già state versate in precedenza ed è una regola del nostro ordinamento quella secondo la quale le imposte non si debbono pagare due volte.
Cosa accadrà il giorno in cui invece di percepire una rendita mensile per molti anni di seguito incasserete un’unica grande somma capitale ?
Le tasse verranno calcolate ad esempio su 100.000 euro o su 87.500 euro ?
Come vedete è una differenza non da poco.
In questo momento non siamo in grado di dare una risposta certa a questo interrogativo ma solo fornirvi degli spunti di riflessione e invitarvi a una estrema attenzione.
L’unica certezza è che il Fondo nel momento in cui pagherà gli zainetti li tasserà – come hanno fatto tutti gli altri Fondi, come da ultimo la Cassa di Previdenza San Paolo – per il loro intero ammontare.
Ci sarà poi modo per il pensionato di ottenere un rimborso dall’Agenzia delle Entrate?
Il nostro Studio si è già occupato di questa problematica ed ha anche avviato dei giudizi, le sentenze fino ad oggi però non hanno deciso in modo uniforme: alcune Commissioni Tributarie (Provinciali ma anche Regionali) hanno dato ragione ai pensionati e riconosciuto un rimborso sulle trattenute operate dal Fondo al momento del pagamento dello zainetto. Altre Commissione Tributarie invece hanno respinto le domande.
L’argomento principale sul quale si può fare leva per ottenere questo beneficio è quello che noi chiamiamo della “conversione della rendita in capitale”: la vostra pensione al momento della zainettizzazione cambierà semplicemente le modalità di erogazione (non più ratei mensili ma un’unica somma una tantum) ma non la sua natura e dovrebbe quindi essere logico il mantenimento di quel beneficio.
Soprattutto sulle somme che voi avete accantonato nel Fondo Pensione erano già state versate delle imposte e sarebbe quindi ingiusto sottoporle di nuovo ad una tassazione integrale.
Questi principi ci sembrano chiari ma non possiamo nascondervi appunto che non tutti i Giudici li hanno accolti e da qui l’invito a fare valutazioni estremamente prudenti.

Un altro aspetto sul quale voglio richiamare la vostra attenzione è quello delle pensioni di reversibilità.
Oggi come oggi il pensionato che viene purtroppo a mancare lascia al suo coniuge superstite (tipicamente la moglie) una pensione di reversibilità pari al 60% della sua pensione.
Cosa accadrà se quello stesso pensionato deciderà di incassare lo zainetto?
Molto difficilmente il Fondo nel calcolare lo zainetto vi includa anche il diritto futuro della moglie del pensionato alla reversibilità.
In buona sostanza è molto probabile che il pensionato che decida di incassare lo zainetto comunque di fatto privi il coniuge della futura pensione di reversibilità.
Si tratta di una conseguenza grave soprattutto per le persone che appartengono alla vostra generazione, una generazione nella quale molto spesso le donne decidevano di dedicarsi principalmente al lavoro familiare rinunciando alla propria carriera lavorativa e quindi al reddito ed alla pensione che potevano derivarne facendo affidamento sui guadagni e anche sulla futura pensione del marito.
Il nostro codice civile a partire dal 1975 ha riconosciuto il valore economica del lavoro domestico, la pensione di reversibilità (così come la comunione legale dei beni) è una conseguenza diretta di questa scelta del legislatore: il lavoro prestato in famiglia, la cura dei figli e della casa ha un valore economico che deve essere riconosciuto e uno dei modi di riconoscerlo è appunto il diritto alla pensione di reversibilità.
Le conseguenze patrimoniali della scelta di zainettizzare possono quindi essere pesanti e andare a incidere negativamente su scelte compiute di comune accordo dai coniugi molti anni fa.
Vi invito ancora a considerare che molto probabilmente lo “zainetto” non ricade nella comunione dei beni tra coniugi ma è di proprietà esclusiva del pensionato che lo incassa
Questo ha alcune conseguenze pratiche rilevanti.
La pensione di reversibilità viene percepita esclusivamente dalla moglie, al contrario lo zainetto cade in successione: quindi la vedova quindi che avrebbe incassato da sola la pensione di reversibilità dovrà dividere il capitale nel quale si è trasformata quella pensione con gli altri eredi.
In soldoni una vedova con due figli avrà garantito solamente un quarto di quella che era una pensione che avrebbe potuto percepire per intero.

C’è poi un altro profilo fiscale: le successioni in Italia godono di un trattamento fiscale estremamente agevolato per non dire inesistente. Non abbiamo però la certezza che possa essere così anche in futuro.
Tutti gli ultimi governi hanno presentato disegni di legge per introdurre aumenti delle imposte di successione, non solo per garantire un aumento del gettito ma anche perchè l’Italia su questo aspetto ha un regime fiscale assolutamente unico in Europa ed è quindi difficile pensare che possa rimanere tale ancora a lungo.
Insomma non è affatto scontato che il capitale percepito come zainetto dopo essere stato tassato al momento della erogazione non si trovi poi a dover subire un nuovo prelievo fiscale al momento del decesso del pensionato cosa che non accadrebbe nell’ipotesi di reversibilità.

Concludo con un ultimo rilievo.
Come sapete il diritto alla pensione di reversibilità si mantiene anche nel caso di divorzio e di nuove nozze del pensionato purché l’ex coniuge abbia diritto ad un assegno divorzile. Ebbene anche questo diritto verrebbe meno nel caso di zainetto.
Una ex moglie titolare di un assegno divorzile perderebbe un diritto patrimoniale che ha solido fondamento normativo nella solidarietà tra coniugi, un valore espressamente riconosciuto dal nostro ordinamento.
Non dimentichiamo tra l’altro che le pensioni del Fondo non sono delle comuni pensioni integrative come quelle che ognuno di noi può stipulare presso una banca o un’assicurazione. Quando siete stati assunti la pensione della Banca era la vostra unica pensione che sostituiva a tutti gli effetti la pensione Inps: considerata questa natura diventa molto difficile ipotizzare di poter violare il diritto di una vedova a una fonte di sostentamento quale la pensione di reversibilità.