Via libera alle adozioni per i single? leggiamo bene

Nelle ultime settimane molti organi di stampa hanno accolto con entusiasmo una ordinanza della Cassazione che avrebbe dato il “via libera” alle adozioni per i single di qualsiasi età.

Ma davvero questo provvedimento è così rivoluzionario? Leggiamo la sentenza e cerchiamo di fare chiarezza.

Come vedremo la lettura integrale dell’ordinanza ci permette di capire che si trattava di un caso di “adozione in casi particolari” una specie particolare di adozione prevista da molti anni nel nostro ordinamento (art. 44 L. 184/83) che non prevede i limiti di età richiesti dall’adozione propria e non è riservata alle coppie sposate.

Il caso concreto

L’ordinanza di cui tanto si parla è la n° 17100 del 26 giugno 2019 che confermato l’adozione di un bambino, affetto da una gravissima disabilità, da parte di una donna di oltre sessanta anni.

Il bimbo era stato abbandonato dai genitori a pochissimi mesi di vita ed affidato ad una infermiera pediatrica di 62 anni che lo aveva curato attentamente, con l’aiuto della propria figlia, e con la quale si era creato negli anni un forte legame affettivo.

I genitori nel frattempo avevano fatto ricorso contro il provvedimento di decadenza dalla potestà genitoriale e di adozione ma le loro domande erano state respinte sia dal Tribunale che dalla Corte d’Appello di Napoli ed avevano infine proposto ricorso in Cassazione.

Nel loro ricorso i genitori avevano impugnato le decisioni di Tribunale e della Corte d’Appello a causa dell’età elevata della donna (di oltre 45 anni più grande del minore), delle condizioni di salute del bambino difficili da gestire per una single ed infine a causa del loro mancato consenso all’adozione stessa.

La decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha deciso la vicenda confermando l’adozione del bambino, ricordando che la disciplina da applicare in questo caso era quella dell’adozione speciale e che nel caso concreto esistevano tutti i presupposti di legge e cioè:

  • impossibilità di procedere all’adozione piena in quanto non sussisteva lo stato di abbandono del minore;
  • esistenza di una relazione affettiva, stabile e consolidata, con la donna che lo aveva per 8 anni e con la quale aveva instaurato un legame affettivo meritevole di tutela

In pratica la Cassazione ha semplicemente applicato un’ipotesi di adozione già prevista dalla legge italiana, aperta non solo alle coppie coniugate ma anche alle coppie di fatto e ai singoli.

In questo tipo di adozioni non sono previsti limiti di età o di altri requisiti, ed è applicabile anche a minori che non si trovino in stato di abbandono e quindi non adottabili.

Nessuna novità rivoluzionaria quindi!

Adozione legittimante (propria) e adozione in casi particolari

Ma allora, quali sono le differenze tra i due tipi di adozione? Vediamole.

Adozione legittimante (propria)

L’adozione legittimante ( adozione propria) è quella prevista dalla legge 184/83. In seguito ad essa il bambino adottato diventa a tutti gli effetti figlio legittimo degli adottanti.

Il minore sarà legato da vincolo di parentela a tutta la famiglia degli adottanti e perderà ogni tipo di legame con la famiglia d’origine.

I requisiti per questo tipo di adozione sono:

  • gli adottanti devono essere coniugati da almeno tre anni (o che abbiano convissuto prima di sposarsi per almeno tre anni)
  • gli adottanti devono avere almeno 18 anni e non più di 45 anni di età in più dell’adottato
  • il minore deve essere in stato di abbandono e dichiarato adottabile dal Tribunale

Adozione speciale (in casi particolari)

L’adozione in casi particolari è prevista dalla stessa legge 184/83 ma ha requisiti e conseguenze molto diverse.

Si può procedere a questo tipo di adozione in questi casi:

  • l’adottante è unito al minore da un vincolo di parentela (entro il 6° grado) o da un rapporto stabile precedente alla perdita dei genitori;
  • l’adottante è il coniuge convivente del genitore del minore;
  • quando è impossibile l’affidamento preadottivo del minore in stato di abbandono,
  • quando è controproducente per il minore interrompere l’affidamento o i rapporti con la famiglia di origine

Quindi nel caso dell’adozione speciale gli adottanti possono essere persone coniugate o single, non è importante 
la loro condizione personale, l’elemento fondamentale è l’interesse del bambino e il mantenimento di un rapporto affettivo.

Gli effetti di questo tipo adozione sono diversi da quella “propria”, vediamo perché:

  • il minore non interrompe i rapporti con la famiglia d’origine ma anzi mantiene tutti i diritti ed i doveri
  • non si creano rapporti di parentela con la famiglia dell’adottante (ad esempio con i “nonni adottivi”)
  • il bambino mantiene il cognome di nascita al quale aggiunge quello di chi lo ha adottato

Conclusioni

Concludendo ci sembra di poter dire che la Cassazione non ha fatto altro che precisare quanto già previsto dalla legge, i titoli che parlavano di “via libera alle adozioni per i single” sono stati probabilmente frettolosi.

Infatti l’adozione “propria” continua ad essere riservata alle coppie coniugate mentre i single come sempre
possono – in determinate situazioni – avvalersi di quella “in casi particolari”.